Il Pantheon. Inchiostro su carta. Il Pantheon come riproduzione dell'Universo. Inchiostro su carta. Bolli laterizi nel Pantheon. Inchiostro su carta. La Basilica di Nettuno di Agrippa. Inchiostro su carta.
Il Pantheon
Pantheon
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Dedica: all'Universo
Nonostante sia uno degli edifici più conosciuti del mondo, esistono una quantità sorprendente di dubbi intorno alla funzione e costruzione del Pantheon. Solamente nel tardo “800 fu scoperto che la struttura attuale era stata completamente ricostruita durante i regni di Traiano ed Adriano, e le opinioni continuano a dividersi su quale dei due imperatori fosse stato il principale responsabile per la sua costruzione. Gli scavi degli anni trenta e novanta del “900 hanno svelato l'esistenza di un pavimento pochi centimetri sotto quello attuale, dimostrando come il primo Pantheon avesse una pianta quasi identica a quello di oggi, benché si pensi che esistesse una piazza circolare aperta dove ora è la rotonda. Anche la funzione dell’edificio è incerta. Mentre il suo nome fa pensare che fosse un tempio dedicato a tutti gli dei, già lo scrittore Cassio Dione indica che fosse dedicato solamente a Marte e Venere, (potendo solo supporre quale fosse il significato del nome ‘Pantheon’.) Alcuni studiosi hanno ipotizzato che non fosse affatto un tempio, ma piuttosto una sala per le udienze, o un’aula connessa al vicino complesso termale di Agrippa.
Il Pantheon è ampiamente riconosciuto come uno dei più sofisticati e tecnicamente riusciti esempi di architettura mai costruiti. Buona parte di questa reputazione è dovuta alla struttura della cupola, una perfetta semi-sfera all'interno, sorretta da una seconda cupola esterna. Ancora rimane la cupola non rinforzata più grande del mondo. Questo prodigio dell'ingegneria è stato dettato dalla funzione religiosa dell'edificio; un tempio a tutte le divinità, all'intero Universo. Perciò il Pantheon replica quella che era considerata dagli antichi la forma dell'Universo, una sfera immensa incrostata di stelle, al cui centro era la terra immobile. Il cornicione fra la cupola e le pareti richiama l'equatore celeste, con il disco di luce proiettato dal Sole che viaggia nella sfera del Pantheon come il Sole stesso viaggia nella sfera celeste.
Fino alla fine dell‘800 l’iscrizione sulla facciata del Pantheon che dichiara che Marco Agrippa lo costruì era considerato una prova con cui datare la struttura al primo secolo avanti Cristo. Questa opinione è stata capovolta quando si scoprirono del bolli sui mattoni in tutte le parti dell’edificio che erano datata ai primi anni del secondo secolo dopo Cristo. Uno strato di mattoni copre la struttura in cemento della rotonda e sono anche visibili sotto i pannelli di travertino e le decorazioni del blocco anteriore. I produttori di mattoni stampavano alcuni mattoni di ogni consegna con informazioni specifici alla fabbrica come il nome, proprietario o sovrintendente, ed in alcuni casi con i nomi dei consoli dell’anno di fabbricazione. La scoperta e l’interpretazione di questi bolli ha spesso permesso di dare una datazione molto precisa ai monumenti romani. Nel caso del Pantheon, quasi tutti i mattoni scoperti si possono datare al regno di Traiano o ai primi anni del regno di Adriano, portando alla conclusione che la struttura fu ricostruito completamente circa due secoli e mezzo dopo la morte di Marco Agrippa.
Dietro il Pantheon si possono vedere una serie di bassorilievi raffiguranti delfini e tridenti che a prima vista sembrano far parte della struttura del Pantheon. Queste decorazioni appartengono invece ad un altro edificio conosciuto come la basilica di Nettuno, che si trovava a fianco del tempio. L’area del Campo Marzio (il campo di Marte), in origine una zona libera da edifici, era stata riprogettata da Marco Agrippa con la costruzione di un gruppo di edifici compresi la basilica di Nettuno e il Pantheon stesso. Le terme di Agrippa erano poco lontano, come anche un grande lago artificiale, e sembra che il tema marittimo di questo complesso di edifici sia connesso con le vittorie di Agrippa su Sesto Pompeio in Sicilia e contro Marco Antonio ad Azio, vittoria questa che segnò la fine delle guerre civili e consegnò ad Augusto il controllo dell’intero impero insieme all’Egitto.
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